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Parliamo di dollar index o indice del valore del dollaro statunitense in relazione a un paniere di valute straniere:

– Peso 57% circa Eur
– Peso 13 circa Jpy
– Peso 12% circa Gbp
– Peso 9% circa Cad
– Peso 4.2% circa Sek
– Peso 3.6% circa Chf

E’ da un pò che si pensa ad una flessione dell’indice del dollaro, dopo aver fatto registrare nuovi massimi dal 2017 proprio a metà febbraio in area 99.815, sfiorando la quota dei 100 punti. Nonostante ciò, la fine del mese di febbraio ha creato parecchia incertezza e volatilità, portando il dollar index a stornare in maniera decisa.

L’analisi ciclica sostiene la nostra view di potenziale ribasso nel medio termine. Analizzando il grafico, si può osservare come siamo entrati nella fase terminale del ciclo (quindi in fase di discesa) con il ciclo a 9 anni (linea curva rossa) e quello intermedio (linea curva verde) che si muoveranno potenzialmente nella stessa direzione (al ribasso).

Futuri target di medio fissati in zona 90 e 85 punti.

Collegandoci ai metalli non ferrosi è facile intuire come un dollaro debole possa favorire un rialzo delle materie prime in generale (senza tener conto ovviamente di fattori esogeni) ma comunque risulta essere sicuramente un fattore positivo. Una cosa certa è che se i metalli non ferrosi dovessero scendere, non sarà sicuramente la forza del dollaro americano a spingerle al ribasso ma una forte debolezza del comparto non ferroso.

DOLLAR INDEX – CONTATTO DI MARZO 2020 – CANDELE MENSILI