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Per un anno che termina ce n’è uno che inizia. In questo articolo andremo ad analizzare le performance del 2019 e cosa possiamo aspettarci nel 2020.

I metalli non ferrosi nel 2019
Nel 2019 la maggior parte dei metalli industriali ha registrato un deficit e le scorte mondiali sono diminuite. I prezzi bassi hanno scoraggiato il riciclo/recupero dei materiali, gli investimenti infrastrutturali e produttivi sono stati contenuti a causa dell’incertezza sul futuro, visti i dissidi commerciali fra USA e Cina.

Nell’anno appena terminato solamente il nickel (+25%) ed il rame (+4%) hanno registrato performance positive.Il piombo è rimasto stabile (-0,5%), mentre l’alluminio (-2,9%), lo zinco (-4%) e soprattutto lo stagno (-14%) sono scesi.

 

 

Dal punto di vista della volatilità c’è de segnalare soprattutto il nickel che ad agosto 2019 era arrivato a guadagnare il 50% da inizio anno.
In generale, però, tutti i metalli non ferrosi hanno registrato una volatilità minore rispetto alla volatilità storica degli ultimi dieci anni. Se confrontata però con altre asset class rimane comunque una volatilità molto elevata.

 

Cosa aspettarci per il 2020? Il rallentamento del ciclo mondiale rimane il tema chiave
Nonostante sia stato siglato un accordo di Fase 1 tra Usa e Cina l’incertezza vista nel 2019 potrebbe riproposi anche nel 2020, a causa delle trattative commerciali per la cosiddetta Fase 2. Il comparto potrebbe essere il massimo beneficiario dell’eventuale allentamento delle preoccupazioni relative ai dazi anche se, nel 2020, i fondamentali della maggior parte dei metalli industriali non sono così positivi.

La domanda di molti metalli è debole a causa del rallentamento globale. I dati cinesi che emergono non sono positivi. Il settore industriale è in frenata (da 5,9% a 4,5%), il PIL in calo (dal 6,6% 2018 al 6% Q3 2019) ed il settore automobilistico in discesa del 4%.
Nel 2020 i fondamentali della maggior parte dei metalli industriali si deterioreranno ulteriormente, a causa delle previsioni di frenata dei consumi di materie prime cinesi.

Per i tre principali metalli non ferrosi (alluminio, rame e zinco) la media degli outlook 2020 dei maggiori investitori istituzionali risulta essere abbastanza neutrale e vicina ai prezzi attuali. Per quanto riguarda invece nickel, piombo e stagno la media risulta essere maggiore rispetto ai prezzi attuali.

Alluminio, domanda debole
Il prezzo dell’alluminio sta soffrendo soprattutto per la fase economica che sta attraversando la Cina. Negli ultimi anni il consumo di alluminio si era attestato mediamente ad un +3%. E’ probabile che la domanda per il 2019 sarà segnalata in ribasso. Da qualche tempo le questioni ambientali tengono banco e un buon numero di fonderie che rispettano gli standard di inquinamento saranno pronte nel 2020. Se la domanda dovesse aumentare improvvisamente un rally dovrebbe essere evitato da una pronta risposta dell’offerta.
Per tali motivi ci aspettiamo una relativa stabilità attorno a valori medi di 1800$ – 1850$ per il 2020.
La media di 20 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio dell’alluminio per il 2020 di 1821$.

Rame, il metallo più finanziarizzato
Il prezzo del rame continuerà a essere guidato da fattori macroeconomici e politici più che dai fondamentali veri e propri. L’International Copper Study Group (ICSG) ad ottobre aveva segnalato come il mercato del rame risultasse ancora in deficit nel 2019 (ma inferiore rispetto al 2018) e che probabilmente tornerà in surplus nel 2020. Il rame resterà soggetto all’andamento dei flussi speculativi e all’avversione al rischio e volatilità di mercato più o meno accentuata che si verificherà quest’anno.
Prevediamo un valore di 6300$ – 6350$ in media per il 2020.
La media di 20 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio del rame di 6111$ per il 2020.

Zinco, possibile surplus di offerta nel 2020
Secondo l’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG), la domanda globale di zinco è scesa dello 0,1% nel 2019, raggiungendo 13,67 milioni di tonnellate. Nel 2020 aumenterà invece dello 0,9% a 13,80 milioni di tonnellate. Si stima che la domanda cinese possa crescere di un altro 1,2% nel 2020. In Europa la domanda riamane debole, per il 2020 è stimata a +0,5%. Male i consumi di zinco in India e Giappone, con una previsione di ripresa nel 2020 per l’India e un ulteriore declino per la domanda in Giappone. La produzione mineraria di zinco dovrebbe aumentare del 4,7% nel 2020. E’ probabile che il deficit del 2019, il più basso degli ultimi quattro anni, nel 2020 si trasformerà in surplus, previsto a 192.000 tonnellate dall’ILZSG.
Tali fattori ci fanno propendere per un outlook neutrale per lo zinco con un prezzo medio di 2350$ – 2400$ per il 2020.
La media di 18 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio dello zinco di 2356$ per il 2020.

Nickel, possibile rimbalzo
Il nickel ha registrato la migliore performance nel 2019. I massimi annuali sono stati toccati a settembre dopo che l’Indonesia, uno dei due maggiori produttori al mondo (l’altro sono le Filippine con 340.000 tonnellate), ha annunciato l’introduzione del divieto di esportazione di minerale contente il nickel a partire da gennaio 2020, due anni in anticipo rispetto al previsto gennaio 2022. Grazie anche alla domanda di materiale per il comparto delle auto elettriche il prezzo è salito velocemente. I timori estivi relativi alla carenza di offerta hanno spinto l’export indonesiano che ha smussato l’effetto rialzista.
L’outlook è maggiormente positivo rispetto agli altri metalli grazie ai fondamentali più solidi.
Prevediamo per il nickel un prezzo in aumento verso i 15000$ – 16000$ per il 2020.
La media di 20 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio del nickel di 15528$ per il 2020.

Piombo
Tra maggio e ottobre il piombo ha ritracciato il rally che aveva registrato dopo le interruzioni delle forniture della Fonderia Port Pirie in Australia. Anche per il piombo è previsto un surplus nel 2020 dopo tre anni di deficit, anche se attualmente le scorte rimangono basse. Glencore ha annunciato la chiusura della fonderia di Belledune in Canada e riavvierà Port Pirie.
Prevediamo che nel 2020 il piombo possa avere un valore medio 2100$ per il 2020.
La media di 15 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio del piombo di 2019$ per il 2020.

 

Stagno
Il 2020 potrebbe essere caratterizzato da una ristretta offerta di stagno raffinato a causa dei tagli alla produzione in Asia. La domanda di stagno potrebbe rimbalzare. Ciò potrebbe stimolare un’ondata di rifornimento nel primo trimestre del 2020.
Ci aspettiamo che un prezzo medio di 17800$ durante il 2020.
La media di 11 previsioni da parte di fondi di investimento e banche indica un valore medio dello stagno di 20112$ per il 2020.

 

 

EUR/USD
La dinamica del cambio EUR/USD resta legata alle decisioni della BCE e della Fed, entrambe poste in posizione attendista. Continua la debolezza dell’euro, dopo le scelte espansive della BCE, dettate da un quadro economico interno all’Eurozona ancora fragile. L’insieme di questi ultimi due aspetti potrebbe giustificare un ulteriore deprezzamento della valuta unica. Dall’altro lato, la Fed ha messo in pausa il ciclo di ribasso dei tassi, almeno nel 1° semestre del 2020, un aspetto che difficilmente indebolirà il dollaro, supportato dall’accordo commerciale di “Fase 1” con la Cina e rafforzato da quello che sembra essere un veloce rientro delle tensioni geopolitiche fra USA e Iran. Valutiamo comunque che il cambio EUR/USD possa salire nel 2020, riportandosi sopra gli 1,13 con una media di 1,14 – 1,15 nel 2020.

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