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Nel 2019 il nickel ha nettamente sovraperformato sugli altri metalli industriali.

Indonesia
L’Indonesia è il maggiore esportatore mondiale di nickel seguito dalle Filippine ed assieme rappresentano oltre il 20% delle esportazioni totali. A giugno i prezzi sono aumentati notevolmente dopo che l’Indonesia ha annunciato che avrebbe imposto il divieto di esportazione da gennaio 2020, divieto che inizialmente era previsto nel 2022. Tale misura è voluta dal governo per rilanciare il settore interno dove attualmente operano 11 impianti di trasformazione, 25 impianti di fusione in cantiere con l’obiettivo di una capacità totale di lavorazione del minerale di 81 milioni di tonnellate all’anno entro il 2022. L’Indonesia punta a diventare l’hub per le batterie dei veicoli elettrici e per il segmento dell’acciaio inossidabile.

Ultimamente la notizia è passata leggermente in secondo piano perché le Filippine, la New Caledonia e l’Australia stanno intensificando gli sforzi per aumentare notevolmente la capacità produttiva.

Filippine – il vincitore involontario
In tale scenario le Filippine sono state il vincitore non pianificato in quanto sono il secondo maggiore esportatore dopo l’Indonesia.
Il minerale che viene fornito dalle Filippine, però, è di qualità inferiore rispetto a quello esportato dall’Indonesia. Tale problematica influisce sui produttori che non riescono facilmente ad ottenere la purezza richiesta per la produzione di acciaio inossidabile.

Prospettive
I fondamenti del nickel sono piuttosto forti, con il possibile blocco dell’offerta da parte dell’Indonesia, principale esportatore. Inoltre, l’aumento della domanda di acciaio inossidabile e del segmento dei veicoli elettrici potrebbe sostenere i prezzi.

Analisi tecnica
La scorsa settimana, nel report settimanale riservato agli abbonati, avevamo messo in guardia su ulteriori discese. Il metallo è effettivamente arrivato al target indicato 14300$ (in € attualmente 12930€). Sul grafico giornaliero il prezzo si trova adesso su un potenziale supporto rappresentato dalla media mobile a 200 periodi (la più usata dagli investitori istituzionali). Tale evidenza segnala, nel breve termine, un possibile rallentamento della negatività. Quindi, in un ottica di breve termine, il prezzo è sicuramente su livelli interessanti. 

Sul grafico settimanale, dove osserviamo un andamento di medio/lungo periodo, l’assetto è piuttosto negativo e ulteriori discese non sono escluse. Il metallo potrebbe raggiungere i 13900$ (12560€).

 

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